Carissime amiche e carissimi amici, vi prego di dedicare solo qualche minuto del vostro tempo per la lettura di questa lettera che il Ns. parroco (don Lorenzo), della parrocchia di Santa Croce, in Casagiove, ci ha letto il giorno di Natale ed ha pubblicato sul mensile

Mio carissimo fratello,

come saprai, siamo ormai giunti alla data del mio compleanno, il Santo Natale!

Tutti gli anni si fa una gran festa e, quest’anno, sarà lo stesso; in questi giorni, la gente ha fatto molte compere, ci sono stati e ci sono ancora molti annunci pubblicitari fatti in televisione, attraverso la radio, sui cartelloni lungo le strade, ecc., ecc.

In verità, molti anni (più di duemila anni fa) cominciarono a festeggiare il mio compleanno. I primi anni sembrava che avessero capito quanto io ho fatto per loro, però oggi, molti ignorano il motivo per cui “festeggiano”!

La gente si raduna e si diverte, senza sapere di che cosa si tratti.

Ti racconto dell’anno passato, quando è arrivato il Natale e fecero una gran festa in mio onore e si scordarono di invitarmi!

La festa era per me, ma quando arrivò il grande giorno mi lasciarono fuori e mi chiusero la porta!

Io avrei voluto condividere la loro mensa ma … non è stato possibile. In verità la cosa non mi sorprende più di tanto, perché in questi anni molti mi chiudono la porta.

Siccome non mi invitarono, decisi di entrare lo stesso, senza far rumore.

Entrai e mi misi in un angolo.

Vidi che il mio presepio non c’era e che era stato sostituito da un albero artificiale pieno di luci e ghirlande; tutti stavano bevendo! Alcuni, già ubriachi, raccontavano barzellette e ridevano.

Al colmo della festa, arrivò un anziano signore robusto, vestito di rosso e con la barba bianca. Sembrava che avesse bevuto di troppo perché si lasciò cadere pesantemente su una poltrona.

Tutti i bambini corsero da lui; Babbo Natale!! Babbo Natale!!

Come se la festa fosse in suo onore!

Arrivò la mezzanotte e tutti si abbracciarono. Io stesi le mie braccia sperando che qualcuno mi abbracciasse, ma nessuno mi abbracciò.

Ho sperimentato una triste realtà: che io, in quella sera, ero di troppo e non ero bene accetto!

Uscii senza far rumore, chiusi la porta e me ne andai …!

Chi crede che io non abbia mai pianto si sbaglia! … quella notte, io piansi.

Un’altra cosa che mi dispiace è che nel giorno del mio compleanno, invece di fare i regali a me, se li fanno tra di loro!

Una volta uno mi disse:

“Come faccio a farti regali se nemmeno ti vedo?”

Ti immaginerai già la mia risposta:

“Lasciami nascere nella tua anima, non mi mandare via con il peccato; se desideri vedermi, guardami nell’Ostia Santa, sono venuto a salvarti. A Betlemme mia madre mi teneva tra le sue mani; il sacerdote, sull’altare, mi tiene tra le sue. Aiuta i poveri, visita gli ammalati, stai vicino a chi è solo, pensa ai tuoi fratelli e mi vedrai in ognuno di loro e sarà come se l’avessi fatto a me.

Questi sono i regali che mi piacerebbe ricevere da te!”

Sono passati più di 20 secoli ed ogni anno la storia si ripete. Oggi come ieri, la gente pensa solo a comperare regali e di me pochi si ricordano, nel migliore dei casi, mi considerano un “bambino qualunque”, non come DIO fatto UOMO!

Mi fa tanta pena vedere che tanti vivono con la sete d’amore, avendo la Fonte tanto vicina!

Caro fratello termino questa lettera, sperando di non averti annoiato. Però credimi, anche se hai poco o niente da offrirmi, lasciami entrare nel tuo cuore e questo è già molto per me, quando gli uomini me lo permettono con “amore”!

Se fino ad oggi non l’hai fatto, provaci!! È l’unico modo per celebrare l’Eterna Natività nella Betlemme del cielo.

Firmato: il tuo migliore amico e, anche se non ci credi, sono il

Tuo DIO.

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